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29/09/2026 · BB Design Milano

Tavola in legno massello con venature naturali marcate e bordo irregolare

C’è stato un periodo in cui il successo di una superficie in legno si misurava soprattutto dalla sua regolarità.

Tonalità uniforme. Venatura controllata. Nodi ridotti al minimo. Bordi perfettamente rettilinei. Ogni elemento doveva sembrare il più possibile identico al successivo.

Nel 2026 la direzione del design sta diventando diversa.

Uno dei segnali più chiari arriva dall’ultima edizione di Maison&Objet Pulse, svoltasi a Parigi dal 10 al 14 settembre 2026. Nel resoconto pubblicato da Houzz dopo la fiera, una delle sette tendenze principali viene sintetizzata con un’espressione molto efficace: “Wood With a Story”, il legno con una storia.

Non significa semplicemente che il legno torna di moda. Il legno non è mai realmente scomparso dall’arredo.

La novità è che oggi vengono messi in primo piano proprio quegli elementi che per molto tempo si è cercato di nascondere: radiche, corteccia, superfici segate, venature forti, differenze cromatiche e tracce visibili della materia.

Non basta più dire “è in legno”

Nel report di Houzz dedicato a Maison&Objet Pulse 2026 si osserva che il legno era presente ovunque, ma con un elemento distintivo preciso: le aziende tendevano a sottolineare l’origine della materia e il carattere unico di ogni pezzo.

È un passaggio importante.

Il legno non viene utilizzato soltanto come colore o rivestimento. Torna a essere riconoscibile come materiale.

Una superficie non deve necessariamente apparire perfettamente omogenea per risultare sofisticata. Al contrario, una radica evidente, una fiammatura, una zona più scura, un nodo o un bordo naturale possono diventare il punto focale del progetto.

Anche il report sulle tendenze di Maison&Objet pubblicato il 22 settembre da POINT.P parla di “boisé expérimental”: legni chiari e profondi, superfici grezze o tinte, lisce oppure nervate, utilizzate per evidenziare la ricchezza delle variazioni della materia.

Due letture diverse della stessa fiera arrivano quindi alla stessa conclusione: nel progetto contemporaneo il legno sta recuperando identità visiva.

L’imperfezione cambia significato

Parlare di imperfezione nel legno può essere fuorviante.

Un nodo non è necessariamente un difetto. Una variazione cromatica non indica automaticamente una lavorazione sbagliata. Una venatura irregolare non è un errore di produzione.

Nel massello molti di questi elementi appartengono semplicemente alla storia dell’albero.

Naturalmente esistono difetti tecnici che devono essere valutati: fessurazioni instabili, deformazioni incompatibili con l’uso, parti degradate o caratteristiche che compromettono la struttura.

Ma sul piano estetico la distinzione tra “perfetto” e “imperfetto” sta cambiando.

Il design 2026 sembra premiare superfici in cui si riesce ancora a leggere ciò che il materiale era prima di diventare un mobile.

La venatura diventa parte del progetto

In un pannello industriale decorativo è possibile controllare con grande precisione la ripetizione del disegno.

Nel massello accade il contrario.

Due tavole della stessa essenza possono avere caratteri molto diversi. Un rovere può essere più lineare oppure molto fiammato. L’ulivo può presentare contrasti estremi. Il noce può passare da zone chiare a parti molto profonde. Il cedro può mostrare nodi, cambi di tono e segni marcati.

Queste differenze modificano il modo in cui si progetta.

La domanda non è più soltanto:

“Che forma deve avere il tavolo?”

Può diventare:

“Quale tavola è adatta a quel tavolo?”

In alcuni casi la materia viene scelta dopo aver definito il disegno. In altri è la tavola stessa a suggerire proporzioni, orientamento, bordo e struttura.

È un modo di progettare meno seriale e più vicino al rapporto diretto con il materiale.

Il bordo naturale non è una decorazione aggiunta

Uno degli esempi più evidenti di questa tendenza è il bordo naturale.

Quando il profilo della tavola mantiene parte della forma originaria del tronco, il mobile smette di essere un semplice volume geometrico. Una linea irregolare entra nella composizione e rende evidente che quel piano proviene da una materia viva.

Il bordo naturale funziona, però, soltanto quando ha senso nel progetto.

Non deve diventare un obbligo stilistico.

Un mobile bagno può richiedere linee molto precise. Una porta deve rispettare vincoli tecnici. Una libreria può funzionare meglio con bordi netti. Un tavolo, invece, può trovare nel bordo naturale il suo elemento più riconoscibile.

La tendenza interessante non è “fare tutto irregolare”.

È scegliere consapevolmente quanto della materia lasciare visibile.

La texture conta quanto il colore

Un’altra trasformazione riguarda il rapporto tra superficie e tatto.

Per molti anni la scelta del legno nell’interior design è stata spesso descritta principalmente attraverso il colore: chiaro, scuro, naturale, sbiancato, noce, miele.

Oggi la superficie viene letta in modo più complesso.

Conta se è liscia o spazzolata. Se la vena si percepisce sotto le dita. Se la luce viene assorbita oppure riflessa. Se il bordo è netto, vivo o volutamente materico.

Il report di Maison&Objet Pulse 2026 mette proprio la texture al centro: radica, corteccia, tronco segato e venatura diventano elementi grafici.

Il risultato è un arredo che non viene percepito soltanto con gli occhi.

Perché questa tendenza interessa il su misura

Il ritorno a un legno più riconoscibile è particolarmente interessante nel mondo del su misura.

La produzione seriale cerca inevitabilmente una certa coerenza tra un pezzo e l’altro. Il cliente deve sapere che acquistando lo stesso articolo riceverà qualcosa di molto simile alla fotografia.

Il massello personalizzato può permettersi un rapporto diverso con la variabilità.

Il progetto può partire da una determinata tavola. Le dimensioni possono adattarsi alla materia disponibile. La posizione di una venatura particolarmente interessante può essere scelta intenzionalmente. Una zona irregolare può essere conservata anziché eliminata.

Questo non significa che ogni variazione debba essere accettata senza controllo.

Significa che l’unicità può diventare una variabile progettuale e non un problema da correggere automaticamente.

Dal legno “effetto” al legno reale

Nel mercato dell’arredo esistono oggi superfici estremamente evolute che imitano il legno con grande precisione.

È una tecnologia utile e, in molti contesti, perfettamente sensata.

Ma proprio mentre le imitazioni diventano più realistiche, il massello sembra spostarsi nella direzione opposta: mostrare caratteristiche che difficilmente possono essere replicate in modo identico.

Una radica reale non segue un pattern ripetibile. Una tavola di ulivo non può essere duplicata. Un bordo naturale cambia da pezzo a pezzo.

Il valore del materiale autentico non nasce quindi dal tentativo di essere più uniforme.

Nasce spesso dalla sua capacità di non essere replicabile perfettamente.

Come BB Design interpreta concretamente questo cambiamento

Per BB Design questa tendenza è particolarmente coerente con un principio già dichiarato sul sito: “il legno massello non deve essere imitato. Deve essere lavorato.”

Nella pagina dedicata al laboratorio viene inoltre spiegato che un nodo, una venatura più marcata o una fiammatura diversa possono rendere due manufatti dello stesso modello non perfettamente identici.

Non serve quindi inventare una nuova posizione aziendale per seguire questa tendenza.

La sua interpretazione concreta può essere molto semplice:

mostrare meglio la materia reale prima e durante il progetto.

Quando tecnicamente possibile, questo può voler dire:

  • fotografare le tavole disponibili per i progetti più materici;
  • evidenziare nelle schede prodotto che venature e tonalità possono cambiare;
  • utilizzare primi piani reali di nodi, bordi e superfici;
  • distinguere chiaramente un bordo naturale da uno lavorato regolare;
  • scegliere l’essenza non soltanto per il colore, ma per il carattere;
  • spiegare che un prodotto in massello può essere riconoscibile come modello senza essere una copia identica dell’esemplare fotografato.

Il punto non è trasformare ogni mobile in un oggetto rustico.

BB Design realizza anche configurazioni contemporanee, lineari e abbinate a ferro, vetro e finiture moderne.

La materia può essere protagonista anche dentro un progetto molto pulito.

Una tavola può diventare più importante del modello

Questa forse è la conseguenza più interessante.

Nel mobile tradizionale il cliente sceglie il modello e successivamente il materiale.

Nel mobile fortemente materico il processo può invertirsi.

Una tavola particolarmente bella di ulivo, sequoia, olmo o cedro può diventare l’origine dell’intero progetto. Da quella tavola derivano dimensioni, orientamento, tipo di base e persino posizione nell’ambiente.

Il mobile non è più soltanto un disegno realizzato in legno.

È un progetto costruito intorno a un pezzo di legno specifico.

Ed è qui che la tendenza vista a Maison&Objet diventa molto più di una scelta estetica.

Il lusso della differenza

Il design contemporaneo ha inseguito per anni la precisione assoluta.

Oggi quella precisione rimane fondamentale dove serve: ferramenta, incastri, proporzioni, stabilità, tolleranze.

Ma l’estetica sta riscoprendo qualcosa di diverso: il valore di ciò che non può essere serializzato completamente.

Nel massello questo valore esiste già.

Una venatura non va progettata. Va riconosciuta.

Un nodo non va sempre cancellato. Va valutato.

Un bordo naturale non va aggiunto. Va deciso se conservarlo.

La tendenza 2026 sembra quindi riportare il legno verso la sua caratteristica più difficile da industrializzare: ogni pezzo può avere una storia visiva propria.

E forse è proprio questa differenza, oggi, a far apparire il materiale più contemporaneo.